
Amori di Maggio
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Amori di maggio è stata la prima canzone che abbiamo scritto per questo disco, e forse proprio per questo porta dentro di sé l’innocenza, la fragilità e le incoerenze dei sentimenti iniziali. Volevamo raccontare un amore codardo, uno di quelli in cui il protagonista non ha il coraggio di esporsi, di dichiararsi o di crescere davvero dentro la relazione. È un uomo che si nasconde: non ascolta, non accoglie, non vuole mettere a fuoco cosa prova. Si aggrappa all’altro solo per paura di restare solo. All’inizio chiede un “ultimo bacio”, ma non è una richiesta romantica: è la richiesta di chi vorrebbe trattenere qualcosa pur non sapendo prendersene cura.
Poi, a metà canzone, c’è un’apertura improvvisa: un attimo di verità in cui il protagonista si chiede davvero se ha contribuito lui stesso alla fine di quell’amore. Ci piaceva l’idea che questa consapevolezza durasse pochissimo, come un varco che si apre e si richiude. È un lampo che non salva nessuno ma dice la verità: a volte si rompe ciò che non si è mai avuto il coraggio di proteggere.
E ci affascinava il mese di maggio, quello degli inizi, delle promesse, dei primi caldi, degli amori che possono sbocciare e sfiorire in fretta. Mette insieme dolcezza e precarietà. È il motivo per cui nella canzone ritorna il caffè, l’idea di “affogare” un sentimento — qualcosa che è bello per un istante ma che si scioglie e scompare.
“Amori di maggio” parla delle storie nate troppo presto o finite troppo tardi, degli amori che non hanno avuto il tempo o la maturità per diventare adulti. È una riflessione su quando l’amore non basta, e su quanto sia difficile guardare in faccia le proprie responsabilità senza proteggersi dietro l’illusione.”